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Web 2.0 fonte di click


Spesso in una conversazione tra due persone che non si conoscono, ci si sente bombardati da una serie di domande per saperne di più l'uno dell'altro. Molte volte non si fa neanche in tempo a rispondere che ci si sente interrogati di nuovo. È normale. Chi ti ha di fronte ha voglia di conoscerti e cerca di farlo acquisendo un gran numero di informazioni nel più breve tempo possibile. È buona cosa, però, non fermarsi alle solite domande, usare un tono di voce adeguato e cercare di non essere noiosi, altrimenti si rischia di cadere nella banalità. Bisogna essere bravi a capire chi si ha di fronte e in che situazione ci si trova.

Cosa c'entra questo con l'interattività e il web? In linea di massima è lo stesso processo solo che avviene virtualmente. Dal momento che i siti web hanno avuto un'alta diffusione si è creata una fitta rete di scambio informazioni in qualsiasi parte del mondo, permettendo a individui distanti tra loro di conoscersi pur essendo in due parti opposte del globo. Nessun altro mezzo massimizza questo obiettivo se non la rete internet. Ecco che allora, gli spazi web si trasformano in vetrine da  ammirare virtualmente.

I primi siti erano molto semplici, ma comunque esaustivi e avevano principalmente uno scopo informativo. Ancora oggi informare è la base per costruire un portale. Infatti, ciò che i navigatori intendono ottenere sono contenuti utili che si traducono spesso in informazioni su qualcosa, su qualcuno, un luogo, un particolare argomento, proprio come accadeva nella conversazione delle prime righe. Informarsi certo è importante ma oggi non basta più. Non è abbastanza, perché chi naviga cerca anche altro, vuol essere parte attiva, partecipare, proporre le proprie idee e dibattere quelle degli altri. In una sola parola desidera coinvolgimento.

La presa di coscienza di questa situazione segna la nascita de Web 2.0. La tecnologia che affianca agli strumenti tradizionali una serie di espedienti di marketing esperienziale che ha come obiettivo, appunto, voler coinvolgere il navigatore. Questo step tecnologico permette il passaggio da un sito vetrina (quasi esclusivamente informativo) ad un sito più dinamico, fino ad arrivare alle ormai famose community e social network, in questo momento il massimo dell'interattività.

I siti web si riempiono così, di strumenti interattivi che si sdoppiano in un duplice intento.

Da un lato favoriscono la partecipazione dell'utente, rendendolo attivo, facendolo sentire parte del contesto che sta navigando e consentendogli il confronto con gli altri . In questo nuovo sistema più partecipativo, il visitatore non rimane passivo ma può interagire, creando lui stesso i contenuti, generando un passaparola che ha incrementato la comunicazione c2c.

L'altra faccia della medaglia giova a chi ha costruito il sito. La presenza di interattività, incrementa la permanenza del navigatore sullo spazio web, che essendo coinvolto clicca numerose volte sulle pagine del sito. Infatti i siti web interattivi sono quelli che riscontrano maggior successo in termini di visite. La creazione di blog, forum, newsletter, sondaggi fanno in modo che il navigatore, registrandosi su form online, ci ritorni anche altre volte. È quindi sempre più importante creare espedienti che possano intrattenere l'utente durante la navigazione. Il web 2.0 è la tecnologia che più risponde all'esigenza di un visitatore che oltre all'utilità delle informazioni che desidera acquisire, combina anche il piacere con cui cercarle, facendo risultare la navigazione un momento poco noioso. Un percorso più dinamico all'interno del sito lo porterà a cliccare su link in cui potrà lasciare commenti, proporre idee, condividere opinioni che poi verranno “sfruttate” in modo intelligente dal possessore del sito, che potrà aggiustare il tiro sulle cose che non vanno e implementare quelle che invece riscuotono successo.

Un processo di simbiosi in cui a beneficiarne sono sia il  visitatore che il sito stesso in un “gioco” a colpi di click.